A due anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, in decine di piazze italiane mille luci saranno pronte ad accendersi per ricordare il giovane ricercatore scomparso e ucciso in Egitto. Mille luci si accenderanno per chiedere la verità. 

Il 25 gennaio 2016 moriva Giulio Regeni. A distanza di 2 anni le certezze, in questa agghiacciante storia, sono tuttavia ben poche.

Di certo vi è che la morte di Giulio, ricercatore presso l'università di Cambridge, è avvenuta in maniera atroce.

Di certo vi è anche che la responsabilità delle torture e dell' assassino di Giulio Regeni vadano individuate negli apparati segreti egiziani, che fanno capo al dittatore Al Sisi.

In Egitto per una ricerca universitaria sul mondo dei sindacati avversi al regime, Giulio sarebbe stato segnalato alle autorità come "spia" straniera, così di fatto venendo consegnato nelle mani dei suoi aguzzini.

Il resto della vicenda è avvolta tutt' ora da dubbi e interrogativi.

Primi su tutti, quegli interrogativi su chi siano gli autori e i mandanti dell' omicidio di Giulio ai quali le reticenze delle autorità egiziane impediscono di rispondere.

Poi gli interrogativi sul ruolo effettivamente giocato dall' Università di Cambridge ed i tutor di Giulio nel (non impedire di) far sì che un proprio studente finisse vittima di un intreccio politico che gli sarebbe risultato fatale.

La tragica vicenda di Giulio Regeni apre infine uno squarcio sui sistemi di conservazione del potere adottati da regimi come quello Egiziano, spesso considerati baluardi di ordine nel caos mediorientale chiudendo cosí gli occhi di fronte alla realtà dei crimini cui devono la propria stabilità.

Chiudendo gli occhi di fronte alla storia di Giulio e di tanti altri ragazzi che, come lui, attendono giustizia, meritano verità.

Moreno Moriconi


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