Maria Saiz, giovane di UndeRadio e di SottoSopra Napoli per Save the Children, ci racconta dela sua esperienza con Save the Children, che, come ci svela le ha cambiato la vita.

 

Da piccola mio padre mi ha insegnato l'importanza di guardare i telegiornali ogni giorno, diceva che era necessario conoscere ciò che accadeva in questo mondo. Io capivo poco, preferivo i cartoni. Oggi, mentre ricorre il nome "Save the Children" durante i telegiornali, è mio padre a guardare me. Questo nome si ripete continuamente nelle nostre discussioni, ormai da anni, ma in tutt'altro senso. 

Ho parlato di "Save", mi è più familiare chiamarla così, quando, per la prima volta, a scuola mi dissero che quest'associazione non si occupava soltanto dei minori oltreoceano, come credevo, ma anche di quelli italiani; mi sembrava piuttosto strano pensare che ce ne fosse il bisogno. 

Ne ho parlato quando per la prima volta, grazie a Save, ho preso un treno: era bellissimo! Ero diretta a Roma con alcune mie compagne per incontrare gli altri ragazzi del progetto educativo "UndeRadio", la web-radio che dà voce ai giovani di Save the Children. "Cosa fate durante le ore di questo progetto?" mi chiese mio padre. "Esprimiamo le nostre idee ai microfoni."- dissi-"Lo sai papà, esiste un diritto che ci garantisce l'ascolto della nostra opinione da parte degli adulti! Non ne sapevo nulla!". 

Ho citato "Save" quando mi sono unita a SottoSopra, il Movimento giovani per Save the Children, perché voglio collaborare per migliorare la mia città e Save mi ha insegnato che con il coraggio, la forza, la tenacia tutto puó cambiare.

E ancora, ne ho parlato quando ho visitato il Punto Luce di Barra, un'oasi felice tra palazzi spenti, aria pesante e malavita.

E potrei continuare ancora per molto.

Per questo a me e a mio padre non piace ascoltare di una "Save the Children" che collabora con trafficanti, che specula sulla vita di qualcuno.

Save the Children investe sulla vita, l'ha fatto sulla mia e su quella di milioni di bambini. 

Ero ormai maggiorenne quando dissi per la prima volta al Presidente di questa grande famiglia: "Save the Children mi ha salvata. Non credevo ne avessi il bisogno, sono nata su quel lato della Terra riservato ai fortunati. Mi ha salvata perché mi ha educata all'idea che un futuro su misura dei miei sogni è possibile, e in questi anni dove ci insegnano che non potremo mai fare il lavoro, la vita che vogliamo,non è cosa da poco".

Save the children condivide un'idea comune, salvare #finoallultimobambino, e fin quando ci saranno bambini da salvare, io mi schiererò dalla sua parte, perché quello che ho vissuto in questi anni, nessuna testata giornalistica potrà mai sminuirlo.

#IoStoConSavetheChildren

Grazie, per ogni cosa!

Maria Saiz 


Tags: 
Save the children Italia; UndeRadio; SottoSopra; Movimento giovani per Save the Children

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