Al termine del loro percorso con UndeRadio, dedicato al tema della transessualità, i ragazzi della III H dell'I.T.I. Marie Curie di Napoli, hanno ricevuto in classe due ospiti molto speciali, Loredana Rossi e Angelica Visconti, due trans che ai ragazzi hanno raccontato la loro esperienza personale e la storia dei diritti conquistati negli anni attraverso l'associazione Trans Napoli. Raffaella e Antonio le hanno intervistate per UndeRadio. Queste due storie completamente diverse hanno permesso ai ragazzi di sciogliere molti dubbi sull'argomento della transessualità. 

Raffaella: siamo in compagnia di Loredana Rossi e Angelica Visconti che fanno parte dell'associazione Trans Napoli. Vorremmo farvi alcune domande. Cominciamo dalla canzone di Pino Daniele. C'è una frase in particolare che ci ha colpito, "Chillo è nu buono guaglione e vo' essere na signora", cioè questo sentimento che porta magari ad essere diversi.  Sin da subito siete riusciti a manifestarvi, oppure c'è voluto del tempo?

Loredana: Allora, ti correggo. Non siamo diversi, siamo uguali a te, uguali a tutti. Questo dipende da ciascuno. Ti accorgi di essere una persona transessuale appena cominci a conoscere un po' meglio te stesso, quindi tra i 5-6 anni, quando ogni bambino è curioso, anche sessualmente, di capire chi è. Perché non tutti siamo definiti già da piccoli, ci conosciamo pian piano. Tu ti senti donna e non sei un ragazzino come gli altri. Infatti, ti piace la bambolina, ti piace giocare con le ragazze e non con i ragazzi...

Antonio: da quanto tempo avete intrapreso questa strada?

Angelica: io da cinque anni.

Loredana: io da quarant'anni.

Raffaella: vi è capitato di essere discriminate, di non essere accettate, magari dalla vostra stessa  famiglia quando avete deciso di dirlo? Avete saputo della ragazza cacciata di casa alla Sanità, avete mai vissuto una cosa del genere? Se sì, come l’avete presa?

Loredana: purtroppo io l’ho vissuto. Ti sto parlando di quarant'anni fa e i miei genitori non erano in grado di accettare questo. Sono stata cacciata di casa, abbandonata dagli affetti e dall’amore familiare.

Angelica: per fortuna io non ho avuto difficoltà di questo genere.

Antonio: siete due attiviste dell'associazione Trans Napoli, cosa fate e come aiutate le persone che si rivolgono a voi?

Loredana: io sono la vicepresidente. Abbiamo uno sportello dove aiutiamo ad affrontare il percorso della transessualità e poi rivendichiamo il diritto di essere transessuali.

Angelica: io penso ci sia la necessità di un maggiore sostegno da parte delle istituzioni. Come ci sono le case famiglia per i minori abbandonati o in difficoltà, o per le donne che subiscono violenza, sarebbe davvero necessario che ci fosse una struttura per le Trans di questo tipo. Le istituzioni hanno la possibilità di fornire supporto affinché ciò possa essere realizzato.

Raffaella: come vivete la condizione di non poter cambiare il vostro nome se non affrontate il percorso di transizione? Cioè, come ci si sente a non essere chiamati col proprio nome?

Loredana: fortunatamente adesso è possibile cambiare il proprio nome all’anagrafe, anche non avendo fatto l’intervento. Questa è una grande vittoria perché c'è chi vuole effettuare l’intervento chirurgico, ma magari c’è anche chi non vuole farlo e può essere comunque se stessa, cambiando anche il nome.

Antonio: adesso, se ci consentite, vorremmo farvi un po’ di domande personali. Avete relazioni al momento?

Loredana: al momento, ringraziando Dio, no. Ho deciso di rimanere un po’ da sola. Dopo quarant’anni che ho sempre avuto compagni, uno per tredici anni e mezzo, un altro per sei anni, l’ultimo ad agosto, ora non ce la faccio più ad accudire un uomo, perché gli uomini si devono accudire! (ride).

Angelica: sì, anche io sono single e al momento sto bene così.

Antonio: Angelica, prima durante la discussione in classe ci hai raccontato che eri sposata con una figlia. Se è possibile chiederlo e se te la senti, vorremmo sapere come ha preso tua figlia questa tua scelta.

Angelica: a parte le prime difficoltà iniziali ha compreso, ha accettato e ho un ottimo rapporto con lei.

Antonio: un evento che ci ha molto interessato, che riguarda la storia e i riti intorno alla transessualità, è la Juta dei femminielli. Voi ci siete mai state? E cosa ne pensate?

Loredana: noi dal 2007 organizziamo la Juta, mettendo a disposizione un autobus per le Trans di Napoli che vogliono partecipare. Ricordiamoci che quella è la Madonna dei femminielli da quando, si racconta, due uomini sorpresi a fare l'amore furono banditi dal paese e mandati sopra la montagna  nudi. Era gennaio-febbraio ed erano destinati a morire, ma la Madonna li riscaldò con dei raggi di sole. Per questo si va a chiedere la grazia alla Madonna, che quest’anno consisteva nel richiedere una legge contro la transfobia. Pensate che solo nel 2017 sono stati uccisi 292 Trans nel mondo, una vera mattanza.

Antonio: davvero una vergogna! Noi vi ringraziamo per essere state qui con noi, averci fatto l'onore della vostra presenza e del vostro pensiero. Grazie mille, e speriamo di rincontrarci in futuro!

 

 

 

 


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transessualità - trans Napoli - UndeRadio - omofobia

I.T.I. “Marie Curie”

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